"OTHER WORLDS THAN THESE" E' IL TITOLO DEL TERZO CAPITOLO DELLA SAGA DEL TALISMANO
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21 aprile 2016

Le interviste kinghiane di Maurizio Ragusa


Me medesimo...




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20 aprile 2016

Intervista ad Hans-Åke Lilja



20 aprile 2016

Compie 20 anni Lilja's Library, il più importante fan-site internazionale interamente dedicato al mondo di Stephen King. Per l'occasione ho avuto il piacere di intervistare il fondatore, lo svedese Hans-Åke Lilja, che dal 1996 ci informa ogni giorno sulle ultime notizie kinghiane.


QUI la versione in inglese




Benvenuto, Hans. Raccontaci come e quando nacque l'idea del tuo sito internet sul mondo di King.

E' stato molto tempo fa. A metà anni '90, quando Internet ha iniziato a diventare accessibile a tutti, cercai dei siti su King, ma ce n'erano pochi e piuttosto noiosi. Contenevano soprattutto del testo e nessuna foto, ma era più colpa di Internet che di chi li aveva progettati. Poi nel 1996 ho pensato: perchè non creare un mio sito? Uno che contenesse le info che avrei voluto leggere.
Così l'ho creato e per molto tempo è rimasto un piccolo sito, ma è cresciuto lentamente e infine è diventato ciò che è oggi.

Con la maggior diffusione di Internet sono aumentati anche i miei contatti in rete e ho avuto accesso a più notizie su King e il sito è cresciuto.
Quest'anno celebro i 20 anni, e ora ho la possibilità di interagire coi fan di tutto il mondo e che amo. Il Re ha dei seguaci meravigliosi.



Quanto tempo dedichi al giorno alla ricerca di notizie?

E' difficile rispondere. Dipende da quello che succede nel mondo kinghiano. Navigo in rete ogni giorno e mi vengono anche inviate molte info. Direi che questo mi tiene occupato per un'ora al giorno, forse.



Parlaci un po' del libro che hai pubblicato nel 2010, "Lilja's Library: The World of Stephen King" (inedito in Italia).

Si tratta di una versione cartacea del sito. Contiene tutte le recensioni e le interviste che ho fatto nel 2010... e qualcosa che non c'è nel sito. E' stato davvero divertente avere l'opportunità di raccogliere tutto in un volume. Io adoro Internet, ma un libro che puoi mettere nella tua libreria sembra molto più reale. Sono molto orgoglioso di quel libro! Finora è stato pubblicato solo in inglese, ma mi piacerebbe vederlo stampato in altre lingue. E' un po' datato, ma contiene due interviste che ho fatto a King e quelle non invecchiano mai.


[QUI maggiori info sul sito della Cemetery Dance]



In quali occasioni hai avuto modo di conoscere Stephen King?

Ho parlato con lui due volte al telefono in occasione delle interviste per il sito. L'ho anche incontrato di persona a Londra nel 2006 e ad Amburgo nel 2013. Momenti speciali della mia vita.

Lilja insieme allo Zio


Che ne pensi del Bazar dei Brutti Sogni? A mio parere è un esempio perfetto dell'essenza di un particolare modo di King di fare letteratura e di raccontare (anche attraverso il soprannaturale) tutte le sfaccettature delle emozioni umane.

Concordo. Mostra l'abilità di King nel tratteggiare i personaggi e raccontare storie. Trovo inoltre che sia una raccolta molto omogenea.



La serie 22.11.63 ha debuttato da poco anche qui in Italia, so che l'apprezzi molto. Credo sia la dimostrazione di come si possa rielaborare una storia per la tv senza privarla della sua sostanza, che ne pensi?

Sì, è vero, mi è piaciuta molto. Ci sono alcuni cambiamenti che avrebbero potuto realizzare meglio, ma nel complesso penso sia un ottimo adattamento, segue il romanzo con qualche eccezione. Mi piace anche il tema dei viaggi nel tempo.



Torre Nera: le tue speranze e i tuoi timori sul film.

Ebbene, è un tema caldo. In primo luogo, io non sono per Elba nel ruolo del Pistolero. Non perchè sia razzista, bensì perchè le tensioni razziali tra Susannah/Odetta e Roland si basano sul colore della loro pelle.

Secondo: sono molto preoccupato per quello che stanno girando. Stando al cast annunciato, penso che stiano utilizzando materiale vario da più libri e stiano riarrangiando la storia.

L'attore Idris Elba
Terzo, mi auguro che sarà il miglior adattamento mai realizzato da un libro del Re, ma sono preoccupato. Penso siano più alte le probabilità che facciano un pessimo lavoro piuttosto che qualcosa di superlativo. Ma dobbiamo solo attendere e vedere.



Pensi che avremo a breve notizie di un nuovo romanzo dello Zio? Sappiamo che ora sta concludendo un libro col figlio Owen, siamo tutti molto curiosi.

Sì, credo di sì. Potrebbero voler aspettare finchè End of Watch [3° volume della trilogia di Hodges, NdT] non sarà uscito, in modo da non rubargli la scena, ma credo che sentiremo parlare di un nuovo libro di King prima della fine del 2016.


Il sito di Lilja: www.liljas-library.com





Una curiosità: nel 4° volume della graphic-novel de L'ombra dello scorpione compare un'insegna che omaggia proprio il sito di Lilja.







26 novembre 2015

Intervista a Loredana Lipperini



26 novembre 2015

Fedeli Lettori del blog, è da poco in libreria la nuova edizione di On Writing di Stephen King e ho intervistato per voi Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice e conduttrice radiofonica (Fahrenheit su Radio 3) che ne ha scritto l'introduzione. Loredana collabora dal 1990 con il quotidiano La Repubblica e scrive sul blog Lipperatura dal 2004.





Benvenuta, sai-Loredana. E' un grande piacere ospitarti qui.

Hile, Maurizio. Lunghi giorni e piacevoli notti a te e ai tuoi lettori.



Come, dove e quando è nato il tuo amore per Stephen King?

Abbastanza tardi nella mia vita di lettrice, intorno ai trent'anni: il luogo era la casa di un amico, avido kinghiano, dove ho pescato "It" dalla libreria. Non l'ho lasciato se non diversi giorni dopo - sono stata un'ospite molto poco socievole - e da quel momento non ho più lasciato i libri di King. Tutti.



King ha reso protagoniste della sua letteratura persone comuni, uomini e donne come chiunque. In una recente intervista al Los Angeles Review of Books lo Zio si è autodefinito uno scrittore "proletario": cosa ne pensi?

Ha ragione. I narratori proletari o plebei sono quelli che d'abitudine non incontrano il favore della critica: in primo luogo perchè perdura ancora il sospetto nei confronti di chi vende (pensa solo alle infinite polemiche che accompagnarono il successo de "Il nome della rosa" di Umberto Eco, considerato come alto tradimento dai suoi stessi compagni d'avventura del Gruppo 63), in secondo luogo perchè se il venditore in questione scrive letteratura fantastica viene automaticamente declassato a spazzatura. Qualche giorno fa un amico ha ricordato le parole di Doris Lessing, che fra l'altro ha vinto un Nobel:
"Anche il vecchio romanzo 'realistico' è stato modificato, a causa degli influssi di un genere narrativo che viene chiamato, in modo un po' impreciso, romanzo dello spazio (space fiction). Ad alcuni questo dispiace. Mentre tenevo una conferenza negli Stati Uniti, la professoressa che presiedeva i lavori, la cui unica colpa consisteva nel fatto che forse si era nutrita troppo a lungo delle giaculatorie dell'accademia, mi interruppe esclamando: "Se lei fosse una mia studentessa, non la passerebbe liscia!". Stavo affermando che il romanzo dello spazio, assieme alla fantascienza (science fiction), costituisce il ramo più originale della letteratura contemporanea: è ingegnoso e ricco di invenzioni; ha reso più vivace ogni forma di scrittura; gli accademici e i sapientoni che si occupano di letteratura sono assai da biasimare per la loro condiscendenza o ignoranza - ma, naturalmente, questa è la loro natura, da loro non ci si può aspettare nient'altro".
Ovviamente, ha ragione.
Quanto all'aspetto "proletario" della scrittura di King, credo che la particolarità della sua opera stia proprio nel rompere il canone dell'horror e del gotico raccontando - prima ancora dell'evento che viene da mondi altri - vite piccole e modeste, e indagando i meccanismi delle comunità ristrette. Di fatto, quello che King ha fatto negli anni è costruire, a puntate, il famigerato Grande Romanzo Americano. E a mio parere è riuscito nell'impresa meglio di Franzen.



Sono tante le Dolores Claiborne dell'universo kinghiano, quale aspetto delle sue figure femminili credi che King sia più bravo a tratteggiare?

Non un solo aspetto, secondo me: ma quello che mi colpisce di più è l'abilità (straziante, non mi viene altro aggettivo) nell'indagare i meccanismi della dipendenza in chi è vittima di violenza e non riesce a sottrarsene. Penso a Rosie, in "Rose Madder", e certamente a Dolores Claiborne, ma anche a Bev in "It", alla stessa Wendy di "Shining" e alla sua incertezza nella relazione con Jack dopo il braccio rotto di Danny, alla Jessie de "Il gioco di Gerald", alla Sadie di "22/11/'63", a Helen Deepneau di "Insomnia". Poi, certo, la gamma del femminile kinghiano è vastissima e non si riduce certo alle vittime (che non restano tali, non sempre): ma è molto raro, per uno scrittore maschio restituire la complessità di un rapporto malato mettendosi dalla parte delle donne.



E proprio di personaggi femminili hai avuto modo di parlare con Stephen King nella tua intervista al Nostro del 2010 (che potete leggere QUI). Un sogno che si è realizzato.

Già. E allora mi scrisse quella frase che ho riportato nell'introduzione a "On writing": "Credo di avere una visione chiara - per quanto possa averla un uomo - dei problemi che alle donne tocca affrontare. Sono figlio di una ragazza madre che riceveva salari più bassi e veniva trattata con sufficienza perchè senza marito. Non ho mai scordato quelle ingiustizie. La mia idea è che, nel complesso, le donne se la sappiano cavare in molte più situazioni e siano più abili degli uomini a risolvere problemi. Spero che nei miei libri questo si veda. Sto molto attento, cerco di evitare la pecca segnalata dal critico Leslie Fiedler: gli scrittori maschi americani hanno una visione semplicistica dei loro personaggi femminili, li rappresentano solo come nullità o come esseri distruttivi. Io ho sempre cercato di fare meglio di così".



Un commento spassionato sul perchè consideri King il più grande scrittore vivente.

Perchè sa raccontare storie, lo fa con un linguaggio di notevole raffinatezza e tocca il cuore dei lettori. Che altro?



Ma la storia del "vero" King e del "falso" King? Fammi indovinare: 'che noia che barba, che barba che noia'?

Fammi capire, esiste un King falso? Non ho idea di quale possa essere, in tutta onestà.



La nuova edizione di "On writing" appena edita da Frassinelli con la tua introduzione è tradotta dal tuo "socio" Giovanni Arduino: com'è nata la collaborazione/amicizia con l'attuale traduttore italiano dello Zio?

E' nata da fan. Diversi anni fa mi capitarono fra le mani i testi di Joe Arden, cominciando da "Il libro gioco di Stephen King" e poi quelli di Jonathan Snow e infine quelli di Giovanni Arduino, l'ortonimo. Quest'uomo è un genio, mi sono detta. Molto tempo dopo, il mio eteronimo, Lara Manni, ha incominciato a interagire con Giovanni su Facebook, e poi sui relativi blog. Finchè ho pensato che almeno a lui dovevo dire chi era Lara. Gli ho chiesto il numero di telefono, l'ho chiamato e lui ha detto "Ma io conosco questa voce". Per me è più di un amico, è un fratello, un compadre, e una grande persona, prima di essere un ottimo traduttore e un ottimo scrittore.




Consigli di lettura: un titolo di King e uno tuo, anche tra quelli che hai scritto con lo pseudonimo di Lara Manni (il tuo Bachman...).

Oh mamma. Allora: "Mucchio d'ossa", il mio romanzo kinghiano scaramantico, quello che rileggo prima di scrivere qualcosa di nuovo.
Per quanto riguarda me, "Questo trenino a molla che si chiama il cuore", dove si parla anche di "Mucchio d'ossa". Per Lara, senz'altro "Sopdet", forse il meno riuscito tecnicamente parlando, ma quello che ho amato di più.





Grazie-sai per questa piacevolissima chiacchierata, è stato un onore. Non dimenticherò il tuo volto...

Neanche io. Del resto, siamo o non siamo ka-tet?


A questo link il blog di Loredana Lipperini: loredanalipperini.blog.kataweb.it




10 marzo 2015

Intervista a Bev Vincent



10 marzo 2015

In occasione dell'uscita in Italia di Revival ho avuto il piacere d'intervistare per voi uno degli autori più importanti nel panorama della saggistica su Stephen King: Bev Vincent. Scrittore canadese, nonché biografo del Re, di cui in Italia è uscito "Tutto su Stephen King(Sperling & Kupfer 2010), volume per il quale ha vinto il London Book Festival nel 2009, ed era in nomination per l'Edgar Award e il Bram Stoker Award. Tra i suoi saggi, segnalo i due volumi sulla Torre Nera: The Road to the Dark Tower e The Dark Tower Companion (inediti in Italia).

Click here for the english version



Salve, Bev. Benvenuto nel mio blog. Quando hai iniziato ad occuparti delle opere di Stephen King?

Ho iniziato a scrivere ufficialmente sui lavori di King nel 2001. La rivista Cemetery Dance in quel tempo era in un momento di pausa. Quando l'editore/redattore Richard Chizmar rilanciò la rivista, mi chiese se fossi interessato a scrivere la colonna delle recensioni di King, le notizie e i commenti che già erano presenti in essa fin dall'inizio. Ero lusingato della richiesta, e da allora ho sempre scritto per loro le 'News from the Dead Zone'. Abbiamo anche una versione on line (www.NewsFromTheDeadZone.com) dove si possono trovare riassunte le notizie più attuali.


Esponici il tuo metodo di lavoro.

Mi alzo alle 5 del mattino tutti i giorni feriali e lavoro su qualunque progetto necessiti la mia attenzione al momento. Continuo all'incirca fino alle 7 e 30, momento in cui devo prepararmi per il mio lavoro quotidiano. Di solito faccio anche un po' di allenamento per più di mezz'ora, all'inizio o alla fine. Nei fine settimana lavoro quando ho tempo, se non c'è nient'altro che mi tiene occupato in casa.


Quanto è stato difficile lavorare sulla Torre Nera?

E' stato un grande progetto, questo è sicuro. Quando scrissi The Road to The Dark Tower, gli ultimi tre libri della saga non erano ancora stati pubblicati. King mi ha fornito la prima bozza dei manoscritti di quei romanzi, e poi la versione revisionata appena furono disponibili. Così ho lavorato in una sorta di vuoto. Non potevo discutere della serie completa con nessuno, perchè nessun altro l'aveva letta.

Ho dovuto  rileggere l'intera saga più volte. Ogni volta che la leggevo cercavo qualcosa di diverso: dettagli sui personaggi, informazioni sulla cronologia, eccetera. Mi sono armato di un evidenziatore di colore diverso ogni volta, in modo da poter poi tornare indietro attraverso i libri e raccogliere le informazioni in qualcosa di significativo nel mio libro. Poi ho dovuto condensare il tutto in un volume che si potesse leggere scorrevolmente, quasi come un romanzo. E' stata un'esperienza di apprendimento e sono stato fortunato ad avere un editor fantastico che era entusiasta del progetto come me.




Dopo, quando ho scritto il volume successivo, The Dark Tower Companion, ho dovuto guardare la saga sotto una luce differente. Invece di partire dal presupposto che il mio pubblico avesse finito di leggerla, ho proceduto come se nessuno avesse letto nulla. Invece di scavare in profondità nei dettagli, volevo esplorare il quadro più ampio e fornire una guida di riferimento per le persone che potevano essersi avvicinate alla Torre Nera coi fumetti della Marvel, o con la notizia di un possibile film. Un approccio nuovo, così ho dovuto rileggere la saga (cresciuta di un volume nel frattempo) qualche volta in più.



Molti lettori si stupiscono che Jack Sawyer (La Casa del Buio) non abbia un ruolo nella saga della Torre Nera. Pensi che l'avrebbe meritato?

Se King e Straub avranno libertà di azione, sentiremo ancora parlare di Jack Sawyer. Vogliono scrivere il terzo capitolo della serie e, dato il modo in cui si è concluso 'La Casa del Buio', la maggior parte di esso dovrebbe essere ambientata nei Territori, una regione la cui connessione col Medio-Mondo non è ben definita. Sarò curioso di vedere che avventure avrà lì Jack. Chi potrebbe incontrare. Tuttavia, non posso dire che mi abbia sorpreso o deluso il fatto che non compaia nella saga di Roland. Anche se King e Straub hanno usato 'La Casa del Buio' per esplorare un po' la mitologia della Torre Nera, queste sono pur sempre due storie diverse. Se Jack fosse diventato parte del ka-tet di Roland, avrebbe sconvolto l'equilibrio delle forze, credo. Inoltre Jack è un ragazzo abbastanza fuori dal comune. Lui e Roland non sarebbero andati molto d'accordo...


'Tutto su Stephen King' è molto più di un libro, contiene riproduzioni di prime bozze e di copie dei manoscritti iniziali. Come è nata l’idea per questo volume?

Vorrei potermi prendere il merito dell'dea. Barnes and Noble, una grande catena di librerie degli Stati Uniti, aveva stipulato in passato un contratto con l'editore becker&mayer! per creare guide alla lettura per opere di Edgar Allan Poe e Jane Austen, e decise di farne uno su Stephen King. L'editor di becker&mayer! conosceva 'The Road to the Dark Tower', quindi fui contattato per sapere se fossi interessato a scrivere il testo. Tutti i loro libri hanno un design particolare, con tanto di fotografie e materiale aggiuntivo. Mi mandarono qualche esempio per farmi capire cosa avevano in mente, e il concept mi piacque molto.



Il loro ricercatore di documenti e io siamo stati in stretto contatto nel corso del progetto. Lui si è recato a Bangor per visitare l'ufficio di King, in cui gli è stato dato accesso a foto mai viste prima, e all'archivio di King presso l'Università del Maine. Scelse il materiale che andava a completare il testo su cui stavo lavorando, inviandomi per email i file pdf delle cose che aveva preso in considerazione, per vedere che ne pensavo. Ha inoltre fatto visita a un collezionista che possiede del fantastico materiale raro che è stato incluso nel libro. Quando ho visto il prodotto finito, sono rimasto impressionato e contento di come sia riuscito e il volume è diventato molto popolare tra i fan e i collezionisti.


Stai lavorando a qualche nuovo progetto?

Sto sempre lavorando su qualcosa! Ho diverse opere di narrativa che usciranno quest'anno o il prossimo, a seconda della programmazione, tra cui una storia nell'universo di X-Files per un'antologia curata da Jonathan Maberry, un romanzo breve a più mani per la Cemetery Dance (le varie parti sono state scritte da Ray Garton, Kealan Patrick Burke, Rich Chizmar e me), e una novella, il mio più lungo lavoro di narrativa ancora da pubblicare, che sarà accoppiata ad una scritta da Brian Keene in un libro intitolato 'Dissonant Harmonies'. Ognuno di noi ha preparato per l'altro una playlist di canzoni da ascoltare durante la stesura delle nostre novelle, è stato un processo interessante. I nostri gusti musicali coincidono in piccola parte, ma in generale sono molto diversi.


Credi che in futuro verranno pubblicati in Italia altri tuoi titoli?

Lo spero. Ho poco controllo su queste cose. I miei lavori sono stati tradotti in russo e olandese, ma dipende molto da caso a caso. Ero convinto che un editore tedesco o spagnolo fosse interessato a uno dei libri sulla Torre Nera, ma non è stato così, e l'editore italiano è l'unico ad aver deciso di pubblicare 'The Stephen King Illustrated Companion' ['Tutto su Stephen King', Ndr]


So che collabori a 'StephenKingRevisited', il progetto del fondatore della Cemetery Dance Publications Richard Chizmar, che sta rileggendo i libri di King in ordine cronologico. Come procede?

Sta procedendo molto bene. Siamo arrivati a L'ombra dello scorpione (la versione originale) al momento. Ti svelo un piccolo segreto: in realtà io non sto rileggendo i libri, solo Rich lo fa. Io faccio ricerche sulla storia che sta dietro ogni libro: dov'era King all'epoca in cui lo scrisse (in senso fisico e a livello di carriera), cosa accadeva nella sua vita, quali sono stati i fattori che hanno influenzato il libro e tutto ciò di interessante che posso scoprire sulla pubblicazione del romanzo. Questi saggi sono generalmente pubblicati poco prima che Richard posti i suoi commenti sul libro, per gettare le fondamenta. Abbiamo anche dei saggisti ospiti che forniscono i loro ricordi e pensieri sul libro di volta in volta considerato, il tutto è molto divertente.
La risposta è stata finora molto positiva. Un giorno, quando saremo arrivati alla fine, questi saggi potrebbero essere tutti raccolti in un libro. Questo è almeno ciò che speriamo. Abbiamo ancora tanta strada da fare ancora. Per i tuoi lettori che vogliono unirsi a noi in questo viaggio, questo è il sito: www.stephenkingrevisited.com. E' un viaggio interattivo, siamo lieti di avere l'opinione di altri.


Quali sono i tuoi libri preferiti dello Zio? E il meno amato, invece?

E' buffo, ho sempre fatto fatica a scegliere "il mio preferito", in generale. Forse potrei stilare una top ten, senza un ordine particolare, ma non credo che potrei mai classificare i suoi libri in base ai miei preferiti. Tra i miei dieci preferiti ci sono Mucchio d'ossa, La storia di Lisey, Le notti di Salem, La zona morta, Pet Sematary, 22/11/'63 e Shining, ma i restanti tre potrebbero cambiare a seconda del momento in cui me lo chiedessi. Mi sto godendo la nuova trilogia del Re a cui sta lavorando, iniziata con Mr. Mercedes. Comunque, non ho problemi a individuare i libri a cui sono meno affezionato: The Tommiknockers, Cose Preziose e Cell, tutti per motivi diversi.


Un'ultima domanda su Revival, che sta per uscire in Italia: dobbiamo aspettarci un King in grande forma?

Revival differisce sotto molti aspetti dalla maggior parte delle opere di King. Innanzitutto, non credo ci sia un altro dei suoi romanzi che copre un così lungo arco di tempo nella vita di qualcuno. Inoltre, anche se questo libro è stato etichettato come terrificante, comparandolo a Pet Sematary, trovo che la sensazione prevalente sia quella di un timore gradualmente crescente. E' solo verso la fine che le cose terribili cominciano ad accadere, e allora diventa un libro molto inquietante. Direi di sì, è un King in gran forma!


Grazie, Bev, per la disponibilità e la cortesia.

E' stato un piacere, sempre felice di parlare di scrittura con le persone.


Questo il sito internet di Bev Vincent: www.bevvincent.com